Animali esotici: scimpanzé

Il Centro attualmente ospita 10 Scimpanzé tutti affidatici nel corso degli anni a seguito di sequestro da parte delle Autorità competenti (per commercio/detenzione illeciti), o di rinvenimento sul territorio nazionale.

Ancora sul camion i primi contatti con Lulù al momento dell'affidamentoIl Centro, che si propone quando possibile di essere una struttura di accoglienza temporanea, è riuscito in più casi a ricollocare alcuni di questi animali all'interno di specifici progetti in centri e parchi europei ed extraeuropei; quando ciò non è possibile, gli animali vengono ospitati in via definitiva.

Il continuo affidamento di Primati testimonia come il traffico illegale di animali esotici, nonostante la legislazione vigente, sia tuttora fiorente; ricordiamo infatti che questo accade sebbene tutti i Primati, ai sensi della Legge 150/92, rientrino nella Lista degli animali pericolosi e nonostante la Red List pubblicata dall'IUCN veda ormai più di 180 specie di primati (scimmie e proscimmie) a rischio di estinzione.

Fin dal loro arrivo presso la nostra struttura, i Primati hanno il più delle volte già subito diversi traumi psicologici nonché fisici; abbiamo spesso rilevato chiari segni di stress dovuti ad una precedente cattiva detenzione (movimenti stereotipati, autolesionismo, aggressività, ecc.) e notato come il loro attaccamento all'uomo si dimostrasse predominante rispetto ad ogni altra esigenza.

Occorre sempre un periodo di riabilitazione prima che questi esemplari possano ritrovare il loro equilibrio psico-fisico e si possa cominciare a pensare al loro inserimento con un altro individuo o un gruppo; i volontari si sono quindi dovuti impegnare per garantire loro un pieno recupero sia psicologico-comportamentale che fisico, oltre naturalmente a svolgere tutte le mansioni basilari, quali fornire loro un'alimentazione corretta ed equilibrata nonché assicurargli un alloggiamento idoneo.

Dani Lulù e Cico colti in un momento di riflessioneLa collocazione dei Primati presso le strutture del Centro tiene conto di diversi aspetti: età e sesso dell'animale in primis, ma anche il carattere dell'individuo che, nella maggioranza dei casi, si trova per la prima volta di fronte a suoi simili con i quali deve quindi imparare a rapportarsi e a comunicare.

Uno degli obiettivi fondamentali è quindi di ridurre gradatamente il rapporto esclusivo con l'uomo e di indirizzare la socialità dell'esemplare verso un altro individuo della stessa specie.

La storia

Il 30 ottobre 1997 il Centro ha ospitato i primi 6 scimpanzé (Pan troglodytes spp.), scimmie antropomorfe (la linea evolutiva di mammiferi più vicina geneticamente e morfologicamente all’uomo), divenuti oggetto di confisca da parte del Corpo Forestale dello Stato di Roma, in applicazione alla legge 150 del 7.2.92 e successive modifiche ed integrazioni, che recepisce i termini della Convenzione Internazionale di Washington, detta CITES, riguardante commercio di specie minacciate d’estinzione. Questi primati sono inclusi nell’Appendice I (regime di massima protezione) della suddetta Convenzione.

Cico, Jimmy, Lulù, Piero, Baby, e Bambi devono i loro nomi e la loro prigionia ad un noto circo italiano (il Circo di Madrid); catturati in aree diverse dell’Africa centrale sono stati importati in Italia, probabilmente ancora molto piccoli, per essere addestrati ed utilizzati nel circo, in spettacoli di vario genere, dove hanno vissuto per molti anni.

Jimmy sul camion del circoBamby sul camion del circo

Gli scimpanzé, oltre ad essere stati importati e detenuti illegalmente, quando non è stato più possibile utilizzarli negli spettacoli, sono stati detenuti per anni in condizioni pessime (gabbie di m. 1x1x1.20) all’interno di una struttura metallica fatiscente montata su un autocarro al seguito di un noto Circo italiano.

Lulù sul camion del CircoCico sul camion del circo

La confisca definitiva di questi esemplari è stata l’epilogo di una vicenda dai risvolti giudiziari ed etico-morali le cui intricate vicissitudini e sviluppi sono stati spesso al centro dell’attenzione della pubblica opinione italiana ed europea. Non ultima l’emergenza causata dal reale pericolo per la pubblica incolumità’ (tutti i primati sono elencati in un’apposita lista di animali che possono costituire pericolo per la pubblica incolumità’ redatto dal Ministero dell’Ambiente) costituito dal gruppo di scimpanzé’, la cui aggressività’, già’ nota e tipica della biologia di questa specie, è stata alimentata dalle cattive condizioni di detenzione. Ricordiamo, inoltre, l’estrema difficoltà’ di collocazione in Italia e all’estero di esemplari sequestrati e confiscati dalle Autorità’ Giudiziarie competenti, a causa dell’inesistenza di idonei centri pubblici per l’affidamento di specie animali esotiche.

La motivazione che ha indotto il Centro ad accettare di ospitare detti esemplari, nonostante la mancanza di una struttura adatta (che, tra enormi difficoltà’, è comunque stata realizzata) va ricondotta alle finalità’ stesse che caratterizzano il Centro e al fatto che nessun altra associazione prima se ne era fatta carico.

La specie in questione viene ormai considerata dal mondo scientifico (genetisti, etologi, zoologi, psicologi, antropologi) come la più’ vicina all’uomo, non solo a livello genetico (il 98% del DNA sembra essere in comune con l’Homo sapiens), ma anche a livello comportamentale ed emozionale; è stato infatti dimostrato scientificamente che, al pari dell’uomo, le scimmie antropomorfe sono in grado di gioire o di soffrire di condizioni di vita non dignitose, di maltrattamenti e stress causati in massima parte dall’uomo.

Nel marzo del 2001, all'età di circa 22 anni, è arrivata Dani (anno stimato di nascita: 1979), un bellissimo esemplare femmina di scimpanzé proveniente da uno zoo del Sud Italia; dopo oltre dieci anni trascorsi in solitudine, Dani ha finalmente trovato un gruppo di suoi simili con cui confrontarsi e trascorrere le giornate. Dopo un primo periodo di adattamento, Dani ha da subito stretto forti rapporti con gli altri membri del suo gruppo, in particolare con Jimmy e Lulù, i due scimpanzé più giovani del gruppo, e a cui fa un po’ da mamma e un po’ da sorella maggiore.

Jimmy Lulù e Cico nell'area esternaDani Lulù e Cico colti in un momento di conversazione

Oggi, con i suoi simili, trascorre il suo tempo fra giochi, lunghe sedute di grooming e inevitabili “discussioni” che si concludono poi con strette di mano e baci di riappacificazione.

Poi, nel mese di settembre del 2002, è arrivato Oliver, un piccolo di circa tre anni (anno stimato di nascita: 1999) sequestrato ad un circo per detenzione illecita. Vissuto sempre a stretto contatto con l’uomo, con il quale si è immedesimato a tal punto da non sentirsi più uno scimpanzé, al suo arrivo al Centro non è stato naturalmente possibile inserirlo con gli esemplari adulti già presenti e così, per circa un anno, ha vissuto in casa, gestito direttamente dai volontari del Centro. Occuparsi di lui è stato sicuramente gratificante e fonte di intense emozioni, ma anche tanto impegnativo! A questa età, infatti, i piccoli di scimpanzé hanno un costante bisogno di attenzioni, non sopportano di stare soli e vanno quindi seguiti costantemente, durante tutta la giornata. Come per i piccoli umani, anche gli scimpanzé necessitano di una figura materna che si prenda cura di loro, si occupi della loro alimentazione e pulizia, li tenga lontano dai pericoli e insegni loro a vivere in un gruppo, nonché di “sorelle maggiori” che sostituiscano ogni tanto la mamma nelle incombenze quotidiane e di amici con cui giocare, fare la lotta e andare in cerca di avventure.

Oliver al momento del suo arrivo

I volontari del Centro si sono quindi calati nei diversi ruoli, in turni di “baby-sitting” giornalieri di circa un’ora e mezza (…per turni più lunghi avremmo visto i volontari soccombere), per dare a Oliver un equilibrio psicologico fondamentale per il suo benessere e parallelamente seguirne il suo inserimento nei gruppi preesistenti.

Oliver guarda con attenzione un documentario di Jane Goodall relativo agli scimpanzé in natura Nonostante, a detta di molti primatologi, un adattamento con gli adulti si sarebbe rivelato impossibile da realizzare, non abbiamo mai perso la speranza di poter inserire Oliver nel gruppo di cui oggi (con nostro grande orgoglio!) fa parte.

Ci è voluto un anno intero di sguardi, piccoli gesti, poi tocchi e coccole: alla fine è stato Oliver a scegliere, facendoci capire, in maniera inequivocabile, di voler stare con i suoi simili.

Per sostenerci e consigliarci in questo importante passo, ha accettato il nostro invito la Dott.ssa Gundi Scharpf, direttrice per molti anni del Giardino Zoologico e Botanico del Wilhelma, in Germania, con decennale e consolidata esperienza nella gestione delle scimmie antropomorfe in cattività.

E così, tra lacrime, dubbi e molto timore, il 12 ottobre 2003, abbiamo deciso di inserire Oliver nel gruppo sopra menzionato. Chiudere la porta alle sue spalle è stato alquanto traumatico per noi, ma l’obiettivo, anche in questo caso, doveva essere lo stesso: il bene di chi amiamo.

Oliver e Cico al momento dell'inserimento nel gruppo

Sicuramente Oliver, non più libero di scorrazzare per il Centro, ha portato, oltre ad una tranquillità a cui non eravamo più abituati, un grande vuoto, soprattutto nei primi tempi. E’ però immensamente gratificante poterlo vedere giocare e arrampicarsi sulle corde o su di una delle piattaforme della struttura, con una sorella maggiore, Lulù, che ha ritrovato qualcuno che le ha ricordato di essere ancora un’adolescente; con Cico, che può finalmente colmare il suo desiderio di fare il “grooming” tutto il giorno; con Jimmy, che adora imboccarlo cedendogli parte del suo cibo, come fosse il suo fratello minore ed, infine, con Dany, che fin da subito ha rivestito la funzione di “mamma adottiva”, proteggendolo e amandolo in modo del tutto speciale, come se fosse da sempre stato il suo piccolo e costruendo per lui il “nido” ogni sera. Ancora oggi, nonostante Oliver sia ormai un maschio adolescente ben inserito, lei si dimostra sempre molto amorevole e premurosa.

Nel maggio del 2004, il Centro ha accolto altri 4 scimpanzé, Pepé, Caterina, Pina e Lucy, provenienti dallo zoo di Napoli a seguito delle ben note e tristi vicende che hanno visto protagonista la struttura partenopea e il suo fallimento.

Tre dei quattro esemplari, Pepè, Pina e Lucy, erano stati affidati allo zoo di Napoli dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato a diverse realtà circensi per detenzione illecita. Caterina invece è nata all’interno dello zoo stesso. Di Lucy in particolare sappiamo che, prima di arrivare allo zoo, è stata sfruttata da un circo per pattinare sul ghiaccio.

Dopo le operazioni di trasferimento, i nuovi arrivati si sono risvegliati in quella che è diventata la loro nuova casa: ad uno ad uno hanno aperto gli occhi e, ancora un po' intontiti, hanno cominciato ad esplorare la struttura, mentre gli otto scimpanzé già presenti, li hanno accolti con grande curiosità e con una serie di sonori pant-hoots (vocalizzi).

Il 6 giugno 2013 è giunta al Centro Minnie, una femmina di circa 28 anni d’età, affidataci dal Corpo Forestale dello Stato a seguito di un sequestro per detenzione illecita ad una struttura zoologica del Lazio.

Minnie al momento del sequestro

Minnie ha trascorso tutta la vita a contatto con l’uomo, senza aver avuto la possibilità di vivere con i suoi simili se non nei primi anni di vitae questo ha inevitabilmente segnato il suo carattere; inoltre, l’aver vissuto in uno spazio sicuramente ampio, ma non idoneo alle esigenze di uno scimpanzé, ha condizionato anche il suo sviluppo fisico, rendendolo esile e con una muscolatura non ben sviluppata.

Prima del suo arrivo al Centro il suo contatto con l’uomo era totale e ha inevitabilmente influenzato tutte le sue abitudini e i suoi comportamenti. Ci teniamo a precisare che Minnie, a differenza di altri scimpanzé sfruttati all’interno di un circo, non ha subito maltrattamenti fisici, intesi come percosse, e si è subito distinta per la sua dolcezza e per la sua tranquillità.

I nostri ospiti

Con grande soddisfazione possiamo dire che oggi i 10 scimpanzé ospitati, nonostante i differenti tempi di arrivo, le differenze di età, di sesso e di carattere, si sono completamente ambientati nella struttura a loro destinata e si sono perfettamente inseriti all’interno dei due gruppi sociali creati:

  • Jimmy, Lulù, Dani, Cico, Oliver, Pepè
  • Baby, Bambi, Piero, Pina

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