Ungulati

I caprioli sono la specie animale che arriva in maggior numero al Centro; sono animali estremamente sensibili che hanno bisogno di cure, non solo veterinarie, ed attenzioni del tutto speciali, soprattutto nei lunghi periodi di degenza.
Oltre all'elevato numero di esemplari adulti che vengono recuperati dagli operatori del Centro feriti, soprattutto a causa di investimenti da parte di automezzi, elevato è pure il numero di esemplari che arriva quando ha solo pochi giorni di vita.
Le ragioni dell'arrivo di questi ultimi sono essenzialmente due:
- vengono raccolti nel bosco da privati cittadini, ignari del fatto che li stanno strappando alla madre e alla loro vita selvatica;
- vengono feriti, durante la stagione degli sfalci, dalle macchine agricole.

I piccoli caprioli nascono in un periodo che va da aprile a giugno e nelle prime tre settimane di vita non sono in grado di seguire la madre, per questo rimangono nascosti nel bosco o nei prati in attesa che la madre vada ad allattarli. E' proprio in questo periodo così delicato che può capitare di incontrarli; bisogna tenere sempre presente che la madre è nei dintorni, quindi, oltre a non essere raccolti, non devono nemmeno essere toccati poiché la madre, sentendo sul piccolo l'odore dell'uomo, lo abbandonerebbe.

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Durante la stagione degli sfalci, coincidente con il periodo dei parti, vengono spesso ritrovati caprioletti feriti, anche gravemente dalle macchine agricole. Il piccolo capriolo quando avverte un rumore o un eventuale pericolo, non ha l'istinto di scappare ma di nascondersi schiacciandosi sul terreno ("pronazione"); è proprio per questo motivo che viene ferito inevitabilmente dai mezzi agricoli !
Meno incidenti e casi di raccolta ci sono per daini e cervi, infatti, in queste due specie il piccolo segue la madre già dopo 24-48 ore nel primo caso e dopo 3-4 giorni nel secondo.
Tutti i piccoli all'arrivo necessitano di continue cure veterinarie e specifiche attenzioni; pensa che un capriolo di 2/3 giorni di vita pesa circa 1,5 Kg e deve essere allattato ogni 3 ore!

Per quanto riguarda il futuro dei piccoli caprioli nostri ospiti, bisogna ricordare che non sono poche le difficoltà causate dall'inevitabile imprinting al quale vanno incontro quando vengono allattati in cattività.
Il Centro porta avanti da ormai 8 anni un progetto di svezzamento per i caprioletti allevati in cattività; i volontari, infatti, allattano i piccoli attraverso una sagoma imbalsamata di capriolo (ideata in collaborazione con il Dott. Riccardo Fontana), cercando così di limitare l'imprinting degli stessi per un troppo stretto contatto con l'uomo.
I risultati ottenuti fino ad oggi sono eccellenti: tutti gli esemplari allevati, infatti, non hanno mostrato nessun segno di imprinting e si sono adattati senza nessuna difficoltà alla vita selvatica all'interno delle aree di destinazione.
In questi ultimi anni infatti i caprioli, i daini ed i cervi recuperati sono stati tutti reinseriti all' interno di idonee aree protette e in alcuni casi, dopo un necessario periodo di riadattamento possiamo con orgoglio parlare di reintroduzione in natura.

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