Primati
Il Centro ospita attualmente dodici scimpanzé e otto esemplari di primati appartenenti a diverse specie affidati al Centro nel corso degli anni a seguito di sequestro da parte delle autorità competenti (per commercio/detenzione illeciti) o di rinvenimento sul territorio nazionale.
Il continuo affidamento di primati testimonia come il traffico illegale di animali esotici sia tuttora fiorente, nonostante la legislazione vigente - ricordiamo tra l'altro che tutti i primati rientrano nella categoria degli animali pericolosi ai sensi della Legge 150/92 - e nonostante la Red List pubblicata dall'IUCN veda ormai più di 180 specie di primati (scimmie e proscimmie) a rischio di estinzione.
Quando arrivano al Centro i primati hanno già subito diversi traumi psicologici (quando non anche fisici) e gli operatori devono quindi adoperarsi per garantire loro un pieno recupero sia psicologico-comportamentale che fisico, oltre naturalmente ad ogni esigenza basilare quali un'alimentazione corretta ed equilibrata e un'allocazione idonea.
Al loro arrivo i primati spesso mostrano chiari segni di stress dovuti ad una cattiva detenzione (movimenti stereotipati, autolesionismo, aggressività, ecc.) oppure il loro attaccamento all'uomo si dimostra primario rispetto ad ogni altra esigenza.
Occorre sempre un periodo di riabilitazione prima che gli esemplari possano ritrovare il loro equilibrio psico-fisico e si possa cominciare a pensare al loro inserimento con un altro individuo o un gruppo.
La collocazione dei primati presso le strutture del Centro deve tener conto di diversi aspetti: età e sesso dell'animale in primis, ma anche il carattere dell'individuo che nella maggioranza dei casi si trova per la prima volta di fronte a suoi simili con i quali deve quindi imparare a rapportarsi e a comunicare. Uno degli obiettivi primari è quindi di ridurre gradatamente il rapporto esclusivo con l'uomo e di indirizzare la socialità dell'esemplare verso un altro individuo della stessa specie. |
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