Progetto Piccoli Primati

Oltre alla tragedia dei piccoli strappati alla madre e al loro ambiente naturale, una volta arrivati in Italia i primati vengono costretti ad una vita innaturale condizionata dai ritmi e dalle abitudini umane, nonché dalla stretta dipendenza che i piccoli sviluppano nei confronti dell’uomo.

Al Centro sono ospitate:

  • 8 bertucce (Macaca silvana)
  • 1 Scimmia Rossa (Erithrocebus patas)
  • 1 Cercopiteco bocca azzurra (Cercopithecus cefus)
  • 1 Macaco del Giappone (Macaca fuscata)
  • 1 Macaco mangiagranchi (Macaca fascicularis)

Il piccolo YuriQuando arrivano al Centro i primati hanno già subito diversi traumi psicologici (quando non anche fisici) e gli operatori devono quindi adoperarsi per garantire loro un pieno recupero sia psicologico-comportamentale che fisico, oltre naturalmente ad ogni esigenza basilare quali un’alimentazione corretta ed equilibrata e un’allocazione idonea.

Al loro arrivo i primati spesso mostrano chiari segni di stress dovuti ad una cattiva detenzione (movimenti stereotipati, autolesionismo, aggressività, ecc.) oppure il loro attaccamento all’uomo si dimostra primario rispetto ad ogni altra esigenza.

Occorre sempre un periodo di riabilitazione prima che gli esemplari possano ritrovare il loro equilibrio psico-fisico e si possa cominciare a pensare al loro inserimento con un altro individuo o un gruppo.

Uno degli obiettivi primari del Progetto Piccoli Primati è quindi di ridurre gradatamente il rapporto esclusivo con l’uomo e di indirizzare la socialità dell’esemplare verso un altro individuo della stessa specie.

I processi di integrazione possono durare diversi mesi e richiedono tempo, impegno ed attenzione onde evitare che le inevitabili tensioni possano sfociare in pericolosi conflitti.

Le nuove strutture in costruzioneUna fase importante di questo progetto ha visto realizzarsi, nel corso del 2006, due nuove strutture di accoglienza dotate di arricchimenti ambientali e di un impianto di riscaldamento per l’inverno. Questa struttura ha consentito di portare avanti molti dei processi di integrazione di cui sopra, permettendo agli esemplari ospitati di riacquistare la loro dignità.

Per i primati in cattività è fondamentale riuscire ad avere uno spazio vitale in grado di permettere loro di muoversi, arrampicarsi, socializzare con i loro simili. E’ importante cercare di ricreare le condizioni più vicine alle caratteristiche del loro ambiente naturale e alle loro esigenze di specie, per restituire loro il benessere e la dignità che meritano, dopo quello che hanno subito in passato.

Proprio per queste ragioni, nell’estate 2013 il Centro deciso di impegnarsi per cominciare i lavori per la realizzazione delle nuove 6 aree esterne: arredate con numerosi arricchimenti ambientali che trasformeranno questo nuovo spazio in una piccola “foresta”.

Arricchimenti ambientali nelle nuove struttureLe nuove strutture in via di completamento

Le nuove aree, collegate alle strutture interne già esistenti e costruite su un ampio prato per oltre 200 mq, saranno infatti dotate di confortevoli amache, intrecci di corde, tronchi d’albero e spazi ampi dove poter inserire nuovi arricchimenti ludici e alimentari, ideati e forniti quotidianamente dai volontari del Centro.

Grazie alla presenza e alla dimensione delle nuove strutture il Centro avrà la possibilità di salvare anche nuovi animali, provenienti da sequestri e in cerca di ospitalità; questo permetterà di aumentare le occasioni di socializzazione dei piccoli primati ospitati, in un’ottica di benessere e rispetto delle esigenze comportamentali di queste specie.

Complessivamente queste nuove aree avranno un costo totale di circa 40.000 € dei quali solo una piccola parte può essere coperta dal Centro.

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