L'antropizzazione del nostro territorio unita ad un'insufficiente tutela amministrativa e ad una carente coscienza ambientale, hanno creato gravissimi scompensi all'ecosistema e alla biodiversità. Il continuo ritrovamento di animali in difficoltà, feriti, dispersi, abbandonati, ha determinato la necessità di creare un'unità di emergenza per la fauna autoctona dell'Appennino Tosco-Emiliano che provvedesse alla cura e al reinserimento degli stessi.
Nel 1989 nasce il Centro Recupero Fauna Selvatica per l'iniziativa di Rudi Berti, che poi lo dirigerà, della sua famiglia e di un piccolo gruppo di volontari. Si trattava di una iniziativa pionieristica, affidata quasi completamente alla forte volontà dei fondatori, ma concretamente sorretta dall'aumentare quotidiano delle richieste di intervento.
 
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